Resistenze poetiche
Poeti contro il colonialismo e il totalitarismo
Progetto diretto da Valeria Di Felice
pp. 120 | 24x19 | 9791281082601
Il progetto Parole che rodono è uno spazio di condivisione che, attraverso la pubblicazione aperiodica di volumi di approfondimento, affronta tematiche inscindibili dall'urgenza e dalla necessarietà della parola: quella dissidente, centrifuga, temeraria, quanto di più diverso dalla stupefazione estetica dell'artificio letterario.
Alla luce degli avvenimenti storici che stanno riscrivendo le geopolitiche globali, si è deciso di partire dalla poesia di resistenza, soprattutto in relazione ai contesti coloniali e totalitari.
Le colonie spesso si trasformano in arene dove si consumano storie di genocidio, seguendo l'idea faziosa di un imperialismo inteso come male necessario per il coronamento di una presunta civiltà universale, a costo di sterminare intere popolazioni native o minoranze. Le leggi di guerra e il diritto internazionale vengono disattesi per applicare "leggi di natura" di fronte a popoli considerati inferiori o infettivi secondo la logica della pulizia etnica o dell'igiene razziale. Dove vige la legge della giungla, la violenza, intesa come "levatrice" della storia, diventa deliberata, invocata, orchestrata in nome di una supremazia legittimata all'orrore e alla completa distruzione di una razza, quale falsa identità biologica, o etnia.
Di fronte a un regime autoritario, o a una etnocrazia mascherata da "democrazia involuta", la parola poetica è un'assunzione di coraggio che esorcizza la paura e resiste alla progressiva nullificazione della parte oppressa.